Settimo Cielo e Mirco Mazza: una storia nata in famiglia e arrivata fino all’Europa
Ci sono binomi costruiti nel tempo, attraverso anni di esperienza e di gare, e poi ci sono incontri capaci di trovare quasi immediatamente un proprio equilibrio. Quello tra Mirco Mazza e Settimo Cielo appartiene certamente alla seconda categoria.
Oggi li conosciamo per i risultati ottenuti nella loro prima stagione internazionale Children, per l’accesso alla finale ai Campionati Europei e per quel terzo posto nella Ranking Mondiale Children che ormai da due mesi porta il loro nome. Ma per raccontare davvero la loro storia bisogna tornare indietro di qualche anno, quando Settimo Cielo non era ancora un cavallo da gara, ma semplicemente un puledro nato in famiglia.
Tutto comincia nel 2020
Settimo Cielo nasce nel 2020 da Fashion Girl, cavalla di famiglia acquistata a sei anni anche con l’intenzione di destinarla all’allevamento. Conoscendone molto bene caratteristiche e temperamento, Simona sceglie per lei un giovane stallone particolarmente espressivo, ma conosciuto anche per il suo buon carattere.
Nasce così un bellissimo puledro morello, Secret x Fidertanz x De Niro, al quale viene dato il nome di Settimo Cielo.

La sua crescita segue fin dall’inizio una filosofia ben precisa. Simona sceglie infatti di tenere i puledri a casa fino allo svezzamento, permettendo loro di conoscere la vita di scuderia e di instaurare un rapporto con l’uomo, per poi lasciarli crescere in branco insieme agli altri giovani cavalli.
Una scelta che nasce da una convinzione molto chiara: prima di diventare buoni cavalli sportivi, devono avere la possibilità di vivere e comportarsi semplicemente da cavalli.
A tre anni Settimo Cielo torna a casa e comincia la doma. Fin dai primi passi tutto si rivela sorprendentemente semplice. È collaborativo, volenteroso e curioso. Nella quotidianità mostra inoltre un carattere dolce e affettuoso, legandosi profondamente sia alle persone sia agli altri cavalli della scuderia.
Un cavallo messo in vendita e un incontro che cambia tutto
Per proseguire il suo percorso di formazione, Settimo Cielo viene affidato a Norma Paoli, presso la quale rimane per circa un anno. Simona continua ad andare a montarlo, ma con il passare del tempo matura una convinzione: per quanto valido, probabilmente Settimo Cielo non è il cavallo adatto a lei.
Arriva così la decisione di metterlo in vendita.
Nel frattempo Mirco ha iniziato la propria carriera internazionale in pony. Durante l’estate arriva la decisione di cominciare il passaggio al cavallo e, curiosamente, il suo Criterium Children viene disputato proprio insieme a Fashion Girl, la mamma di Settimo Cielo.
È a quel punto che la storia prende una direzione completamente diversa.
«Contro ogni buonsenso da mamma e da istruttrice», racconta Simona, qualcuno riesce a convincerla a portare Mirco da Norma Paoli per provare Settimo Cielo.
Ed è subito amore.
Cavallo e cavaliere si trovano immediatamente. Settimo Cielo non ha ancora mai partecipato a una gara, ma dalla loro prima uscita sarà sempre Mirco a montarlo. Gara dopo gara, il giovane binomio comincia a sorprendere sempre di più.
Dalla prima gara all’avventura internazionale
I primi risultati internazionali arrivano a Ornago, una trasferta scelta inizialmente anche perché Settimo Cielo conosce già quel campo gara. Le prime conferme convincono il team a provare qualcosa di più: partire per l’estero.
Una scelta tutt’altro che scontata per un cavallo così giovane, senza esperienza di nuovi campi gara e tantomeno di lunghi viaggi.
Inizia così quella che Simona definisce «un’avventura piena di bellissimi momenti». Mirco e Settimo Cielo crescono insieme, affrontando per la prima volta situazioni completamente nuove e, in qualche modo, facendosi coraggio l’un l’altro.
I risultati vanno oltre le aspettative.
Ciò che emerge non sono soltanto i punteggi. È soprattutto l’impressione di trovarsi davanti a un vero binomio, nel significato più autentico del termine: due giovani atleti che collaborano, si comprendono e affrontano insieme ogni nuova esperienza.
«Penso che in qualche modo sia percepibile che loro siano un binomio, che ci siano intesa e collaborazione e che i loro punteggi rispecchino questo», racconta Simona.
Gli Europei senza il peso delle aspettative
La stagione conduce Mirco e Settimo Cielo fino ai Campionati Europei Children.
Forse proprio la giovane età e la poca esperienza di Settimo Cielo diventano, paradossalmente, uno dei loro punti di forza. Non ci sono pressioni né aspettative particolari: l’intero percorso viene vissuto con la consapevolezza di avere tra le mani un cavallo ancora molto giovane, al quale concedere il tempo necessario per crescere.
Certo, presentarsi all’Europeo dopo essere arrivati con sole vittorie a curriculum rende il confronto con gli altri particolarmente impegnativo per Mirco, che Simona descrive come decisamente più agonista di lei.
Settimo Cielo, però, ancora una volta risponde presente.
«È stato geniale come sempre», racconta Simona.
Il binomio porta a termine prove pulite, raccoglie quanto in quel momento è nelle proprie possibilità e conquista l’accesso alla finale europea. Un altro passo importante in una storia sportiva che, soltanto pochi mesi prima, era appena cominciata.
«È diventato parte dei miei sogni»
Ma per capire fino in fondo cosa rappresenti oggi Settimo Cielo bisogna lasciare la parola proprio a Mirco.
«Ormai Settimo Cielo è diventato più di un semplice cavallo con ottimi risultati: è parte di tutti i miei sogni, progetti e desideri, come un vero compagno d’avventura che ti accompagna anche nelle imprese più difficili.

La nostra storia è basata sulla fiducia e sulla sicurezza in sé. Molti cavalieri hanno bisogno di svariati anni di esperienza per ottenere tutto ciò, ma lui è un compagno che si è legato a me con una velocità fuori dal normale e questo ci ha aiutato nel nostro percorso, pur avendo pochissima esperienza.
L’ho sempre reputato un compagno molto intelligente. Io e lui abbiamo affrontato problemi e imprevisti non facili da gestire, ma ogni volta lui diventava sempre più sicuro di sé e imparava qualsiasi cosa molto in fretta, più di chiunque altro».
Parole che probabilmente raccontano il loro rapporto meglio di qualsiasi classifica.
Una storia ancora tutta da scrivere
Per il futuro non ci sono percentuali da inseguire a tutti i costi né risultati prestabiliti da raggiungere. La filosofia della famiglia rimane la stessa che ha accompagnato Settimo Cielo fin dalla nascita: rispettare i suoi tempi e continuare a costruire.
Mirco e Settimo Cielo proseguiranno quindi il loro percorso lavorando per consolidare e far crescere ulteriormente il binomio, scegliendo di volta in volta ciò che sarà più utile per la loro formazione e, soprattutto, ciò che continuerà a farli divertire insieme.
Forse è proprio questo l’aspetto più affascinante della loro storia. Settimo Cielo non è arrivato nella vita di Mirco come un cavallo esperto dal quale imparare. Sono cresciuti insieme.
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