Mental Coaching nel dressage: Benedetta Bonaccorsi racconta la sua esperienza
Questa volta incontriamo un’altra giovane amazzone che ho il piacere di seguire nel ruolo di mental coach: Benedetta Bonaccorsi. Attualmente si trova in Belgio, dove sta lavorando per consolidare il binomio, nato da poco, con Nikkei, il suo nuovo pony.
“Benny”, come la chiamano amici e compagni di squadra, è una ragazza dotata di grande determinazione, forza di volontà e spirito di sacrificio. Qualità che la spingono ogni giorno a mettersi in gioco con l’obiettivo di crescere, sia come atleta sia come amazzone.
Fino all’ultimo ha coltivato la speranza di conquistare la qualificazione ai Campionati Europei Pony di questa stagione, affrontando ogni sfida con impegno e perseveranza. Il tempo a disposizione per costruire l’intesa con Nikkei, però, è stato limitato e non ha permesso a questo promettente binomio di esprimere appieno il proprio potenziale.
Oggi Benedetta guarda al futuro con entusiasmo, fiducia e tanta voglia di continuare a lavorare.
Racconta chi sei, quando hai iniziato a montare e a fare gare. Descrivi i tuoi pony e le tue principali vittorie. Obiettivi 2026.
Sono Benedetta Bonaccorsi e ho cominciato a montare cinque anni fa con il salto, ma ho subito capito che non era la disciplina per me. Ho cominciato a fare le gare più seriamente nel 2024 con la mia prima cavalla, May. May è una cavalla molto dolce, una volta che la conosci, ma ogni tanto ha comunque i suoi momenti. Oltre a May, quest’anno ho trovato Nikkei, un pony meraviglioso: farebbe qualunque cosa per il suo cavaliere e ha un talento enorme. Con May sono progredita molto in pochissimo tempo, passando dalle ID a vincere le F in soli due anni. Lei mi ha regalato due Coppe delle Regioni e vari Campionati sul podio. Nonostante conosca Nikkei da poco più di due mesi, abbiamo già conquistato un terzo e un secondo posto all’internazionale di Lipica e ai Campionati Italiani.
Che cosa ti ha spinto a iniziare il percorso di mental coaching in giovane età?
Durante le gare spesso sentivo di non essere lì presente e di lasciare il mio cavallo da solo. Perciò ho iniziato il mental coaching per aiutarmi a essere più consapevole e concentrata sul cavallo, piuttosto che su quello che c’è attorno.
Quali sono stati i principali cambiamenti che hai notato nelle tue prestazioni in gara grazie al MC?
Le mie prestazioni in gara sono migliorate di volta in volta dopo aver cominciato il mental coaching. Ora riesco a essere più una cosa sola con il cavallo e riesco a mantenere la calma sia prima che durante la gara.
Le gare internazionali sono sicuramente molto emozionanti, ma anche stressanti. Come ti aiuta il MC a gestire la pressione?
Usando le diverse tecniche del mental coaching, come per esempio la visualizzazione, riesco a rimanere più neutrale quando monto, siccome so che cosa fare e che lo posso fare.
Prima di entrare in rettangolo hai una routine mentale particolare che hai imparato durante il tuo percorso di preparazione? Qual è il dialogo che hai con te stessa nei minuti che precedono l’ingresso in rettangolo? È cambiato da quando lavori sul mentale?
Solitamente uso la visualizzazione sia il giorno prima della gara che prima di salire, poi la respirazione appena prima di salire e anche una volta salita. Prima di entrare in rettangolo ripeto una frase che mi ricordi gli obiettivi che mi sono posta per quel grafico. Prima del mental coaching non avevo nessuna preparazione prima della gara e, appena succedeva qualcosa che non andava, entravo nel pallone e non ragionavo più.
Come affronti un errore in gara o una prova che non va come avevi immaginato?
Grazie al mio percorso ho capito che gli errori sono solo esperienze da cui imparare e che, anche se una prova va male, questo non elimina tutto il lavoro fatto prima e non ha più valore di una vittoria.
C’è un esercizio che usi più spesso durante gli allenamenti o le competizioni?
La respirazione è quello che uso di più, siccome la puoi fare ovunque e mi aiuta sempre a rimettere in ordine i pensieri.
Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto superare da quando gareggi?
La sfida più grande per me è stata cercare di non essere ipercritica verso me stessa e di riuscire a essere contenta dei miei successi.
Che consiglio daresti ai giovani cavalieri e amazzoni che vorrebbero avvicinarsi al mental coaching per migliorare il proprio percorso sportivo?
Il mio consiglio è di provare. Anch’io, prima di cominciare, ero scettica, ma dopo poco ho capito che mi sbagliavo e i risultati ci hanno messo poco ad arrivare. Ovviamente non tutti hanno gli stessi tempi, ma il mental coaching è estremamente efficace e utile, quindi si vedono i miglioramenti già dopo un paio di sessioni.
Usi le tecniche del MC anche in altri settori della tua vita?
Proprio grazie alla versatilità della respirazione mi è capitato di usarla in situazioni esterne all’equitazione, come ad esempio la scuola, se ho una verifica o un’interrogazione che mi preoccupa, o anche in altri contesti in cui non mi sento a mio agio.
Che influenza ha avuto il MC sulla tua autostima?
La mia autostima è migliorata molto da quando ho cominciato questo percorso. Ora ho meno paura di esprimere i miei pensieri e non mi faccio buttare giù dalle cose negative che mi succedono.
Se il MC fosse una voce che ti accompagna durante una gara importante, qual è la frase che ti ripeterebbe più spesso?
La frase che mi ripeterebbe più spesso è: “Monta ogni esercizio come se fosse l’unico.“
Hai mai scoperto che un risultato apparentemente negativo era in realtà un passo avanti nel tuo percorso mentale?
Mi è successo molte volte, specialmente quando vedo che tutti i miei errori sono cose risolvibili e che già dalla volta successiva posso vedere dei miglioramenti.
Se potessi tornare indietro a parlare alla te stessa di due o tre anni fa, quale consiglio mentale le daresti?
Il mio consiglio sarebbe di non lasciare che quello che c’è prima rovini quello che arriva dopo.
Se dovessi spiegare il MC a una tua compagna di scuderia usando una sola immagine o metafora, quale useresti?
Il mental coaching per me è come una colonna che mi aiuta a reggere il peso dello stress.
Articolo a cura di: Monica Domeniconi Mentalcoach
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