Allenare la mente per esprimere il proprio potenziale: Clarissa Rondinini verso gli Europei

Alla vigilia dei suoi primi Campionati europei di dressage, la giovane amazzone Clarissa Rondinini ci racconta il suo percorso sportivo e la crescente importanza dedicata alla preparazione mentale. Lavoriamo insieme da più di un anno e ho avuto modo di assistere alla sua maturazione e presa di consapevolezze che le permettono di affrontare serenamente questo importante traguardo.

D.Raccontaci la tua storia equestre. I tuoi cavalli. Le tue vittorie più importanti.

R.Ho iniziato ad andare a cavallo a 10 anni. Inizialmente facevo principalmente gare di velocità con la mia prima pony, per poi spostarmi verso discipline in cui la precisione è più importante della velocità. Al momento ho otto cavalli, tra cui alcuni in pensione e altri in lavoro. I miei cavalli principali sono Hubertus di Fonteabeti e il mio Lusitano. Non ho ancora ottenuto vittorie di cui andare particolarmente fiera, ma sono sempre soddisfatta quando un cavallo si comporta bene in campo e mostra ciò che sa fare.

D. Com’è nata l’idea di iniziare un percorso di mental coaching?

R.La mia idea di iniziare un percorso di mental coaching è nata lo scorso anno, a maggio, dopo una gara andata male in cui non riuscivo a mantenere la calma e a pensare lucidamente.

D. Quanto conta la preparazione mentale nel dressage rispetto alla preparazione tecnica?

R.Ritengo che la preparazione tecnica sia fondamentale in questo sport, ma la componente mentale sia altrettanto importante, in assenza di quest’ultima si rischia di non riuscire a mostrare il proprio vero potenziale.

D. Quali aspetti mentali stai allenando maggiormente in questo periodo?

R.In questo periodo mi sto allenando nella visualizzazione: cerco di immaginare il mio cavallo nella sua forma perfetta, sciolto e in totale sintonia con me.

D.Quali strumenti usi per trasformare la pressione in energia positiva?

R. Non ho ancora uno strumento definitivo, ma cerco sempre di non agitarmi e di mantenere la lucidità, anche quando la pressione della gara si fa sentire.

D.Come reagisci quando commetti un errore durante la ripresa e dopo?

R. Se commetto un errore durante una ripresa, cerco di dimenticarlo istantaneamente per

rimanere concentrata sulle figure successive. Se qualche anno fa dopo una gara mi sarei

sentita demoralizzata, ora cerco di concentrarmi su ciò che è andato bene.

D. Secondo te qual è la qualità mentale più importante che un cavaliere dovrebbe avere per creare sintonia con il proprio cavallo?

R. Un cavaliere dovrebbe rimanere sempre tranquillo in ogni situazione e cercare di comprendere il cavallo e le sue caratteristiche. Penso che un rapporto basato sulla fiducia sia la base per trovare sintonia e lavorare in connessione.

D.Hai scoperto qualcosa di nuovo su te stessa grazie a questo percorso?

R. Grazie a questo percorso, ho scoperto di riuscire a rimanere concentrata e calma anche quando le cose non vanno come previsto; ho imparato a vivere la gara con più serenità e meno ansia.

D. In che modo il mental coaching ti aiuta anche nella vita quotidiana e nello studio?

R. Nello studio e nella vita quotidiana sono molto brava e non ho particolari difficoltà a gestire le emozioni; per questo motivo, ritengo il mental coaching particolarmente utile nel mio percorso sportivo.

D. Quali convinzioni limitanti hai imparato a superare?

R. Ho imparato a smettere di guardare gli altri e di paragonarmi a loro. Prima era una grande distrazione che mi faceva sentire spesso incapace o inferiore.

D. Con quale stato d’animo ti stai avvicinando ai Campionati Europei?

R. Non ho ancora vissuto pienamente l’esperienza della convocazione agli Europei, essendo i miei primi, ma sono felice di aver realizzato questo sogno. Ora io e Hubertus ci stiamo preparando per la partenza con l’aiuto del mio istruttore, Nelson Aleluia, e con i consigli della famiglia Truppa.

D. Chi ti sostiene maggiormente nei momenti difficili?

R. Nei momenti più difficili, il mio punto di riferimento sono la famiglia e gli amici, sempre pronti a tirarmi su il morale. Quando invece sono in sella, l’unico che riesce a riportarmi sulla retta via; è il mio istruttore.

D.Che atleta ammiri per la sua forza mentale?

R. Non ho un atleta preferito in assoluto, ma ammiro tutti coloro che riescono ad entrare in campo con la testa fredda e a dare il meglio di sé anche sotto pressione.

D. Quali pensi che siano i tuoi punti forti come atleta?

R .Come atleta, penso di essere brava ad ascoltare il mio cavallo e, soprattutto, a mettere in pratica i consigli del mio istruttore.

D. Cosa ti dici mentalmente pochi minuti prima di entrare in rettangolo?

R.Solitamente, prima di entrare nel rettangolo, parlo con il mio istruttore e con il mio cavallo: serve un po’ a sdrammatizzare e un po’  a svuotare la mente dalla pressione.

D. Quando sei in un rettangolo importante quale pensiero vorresti avere nella mente e quale emozione vorresti trasmettere al tuo cavallo?

R. Vorrei essere sempre tranquilla e concentrata in qualsiasi situazione, per trasmettere serenità e fiducia al mio cavallo.

D. Secondo il tuo istruttore qual è il tuo punto più forte?

R. Il mio istruttore non ha mai definito chiaramente il mio punto di forza, ma credo sia la mia capacità di non arrendermi mai, nonostante le difficoltà del percorso.

D. Da quale tecnica del Mental Coach hai ricevuto più benefici?

R. Ho tratto molti benefici dalla respirazione e dal silenzio post-gara, che mi aiutano a evitare commenti impulsivi dettati dalla tensione o dalla rabbia.

articolo a cura di : monica domeniconi mentalcoach

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