King Karim, un passato solido e un nuovo inizio in Italia

Prima di iniziare il suo nuovo capitolo sportivo in Italia, King Karim ha maturato un percorso agonistico di rilievo nel panorama equestre europeo. Stallone sauro, figlio di Glock’s Toto Jr, King Karim unisce una genealogia di primo piano a un’esperienza costruita fin da giovane in contesti tecnici di alto livello.

Cresciuto inizialmente sotto la proprietà della scuderia Ednihap BV, realtà olandese legata a figure di riferimento come Edward Gal e Hans Peter Minderhoud, King Karim si è messo in evidenza già nel 2018 con l’abilitazione ottenuta al KWPN Stallion Licensing, uno degli appuntamenti più selettivi per gli stalloni sportivi.

Nel 2019, sotto la sella dell’italiano Riccardo Sanavio, allora assistant rider del team Gal–Minderhoud, ha chiuso all’undicesimo posto le Pavo Cup Finals, confermando solidità e continuità di rendimento. La stagione invernale 2019–2020 rappresenta un ulteriore passaggio chiave, con la vittoria alle Finali della KWPN Stallion Competition, ottenuta con Hans Peter Minderhoud.

Dopo il passaggio, nel settembre 2024, a un sindacato olandese composto da Joop van Uytert, Leo Brouwer e Marthijs Brouwer, King Karim arriva in Italia ad aprile 2025 presso le scuderie di Andrea Giovannini. Pochi mesi dopo, nel dicembre 2025, l’incontro con Alessandro Bonaglio segna l’inizio di una nuova fase del suo percorso.

Bonaglio, giovane atleta azzurro con già due partecipazioni ai Campionati Europei – nel 2023 con la squadra pony e nel 2025 con la squadra junior in sella a Grindeks – affronta questo nuovo progetto con un approccio lucido e progressivo:

«Sicuramente il suo carattere: nonostante sia stallone, è abbastanza equilibrato.
Nonostante King sia con me da pochi giorni, ha già dimostrato di essere un cavallo serio. Certo, essendo stallone ha bisogno di una gestione diversa rispetto ai cavalli a cui ero abituato.»

Il passaggio da Grindeks a King Karim non rappresenta una rottura, ma un ampliamento del percorso sportivo:

«Dopo un cavallo come Grindeks, che continuerà comunque il suo percorso agonistico insieme a me, King rappresenta un’opportunità importante per il mio proseguo in questo sport.»

Nessuna fretta, né obiettivi immediati forzati, ma la volontà di costruire nel tempo un binomio solido:

«Per ora non abbiamo progetti ben precisi per quest’anno. L’obiettivo è crescere insieme, senza fretta. Al di là delle aspettative, con King voglio imparare, fare esperienza e vivere questo percorso senza il peso di ciò che ha già ottenuto in passato.»

Uno sguardo al futuro c’è, ma resta sullo sfondo, come naturale prospettiva di crescita:

«Il sogno più grande sarebbe quello di iniziare, tra qualche anno, un percorso nel circuito dei Gran Premi U25.»

Un nuovo capitolo, dunque, che unisce l’esperienza di un cavallo dal curriculum importante alla visione di un giovane cavaliere che sceglie di mettere al centro il lavoro quotidiano, la costruzione del rapporto e il tempo necessario per crescere insieme.

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