Marco Di Paola, un candidato alla Presidenza FISE che può far ripartire il dressage in Italia

Abbiamo incontrato Marco Di Paola, candidato alla Presidenza della Federazione Italiana Sport Equestri. A lui abbiamo rivolto alcune domande su temi caldi che riguardano da vicino la Federazione con particolare attenzione alla nostra disciplina.

Marco Di Paola

Marco Di Paola, è stato cavaliere nel Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri come ufficiale, laureato in Giurisprudenza è avvocato ma ha seguito una vocazione imprenditoriale. Gestisce un gruppo di aziende che opera nella filiera dell’edilizia e una in start up per la costruzione di aerei ultraleggeri. Si candida alla Presidenza della Federazione Italiana Sport Equestri con un programma strutturato, con step ben definiti, tramite il proprio sito web porta davanti ai potenziali elettori il percorso che intende seguire al fine di concretizzare la propria idea di FISE animata dall’ Articolo 1 dello statuto federale: “La FISE si ispira al principio di democrazia interna e della partecipazione all’attività sportiva di tutti, in condizioni di parità e di uguaglianza.

Il programma prevede importanti interventi a livello di budget, ma anche sull’organizzazione. Inoltre grande spazio viene dato al supporto a favore delle realtà alla base della Federazione, come Centri Ippici, giovani cavalieri ed istruttori.

TuttoDRESSAGE: Ritiene che il doping del cavallo sia un problema rilevante nel dressage? Pensa che le attuali misure di prevenzione e repressione siano sufficienti o considera necessario intraprendere nuove azioni in merito nel dressage

Marco Di Paola: “Non ho elementi per valutare se il fenomeno del doping sia rilevante nel dressage, ma va comunque combattuto senza tregua e ovunque. In ogni caso saranno applicate in toto le regole FEI, quindi un cavallo per poter gareggiare dovrà essere “fit to compete” senza compromessi. Sono invece al corrente che è in corso un dibattito molto serio su certi metodi di addestramento. Metodi violenti che sono chiaramente praticati e che secondo me dovrebbero essere perseguiti con maggiore severità a livello internazionale.”

TD: Un’oculata programmazione di lungo termine è fondamentale per il raggiungimento di traguardi sportivi ambiziosi. Cosa ha in mente per il dressage, se venisse eletto per questo quadriennio olimpico?

MDP: “Nel dressage e in tutte le discipline ho intenzione di affidare la responsabilità alle persone che hanno dimostrato, con i fatti, di saper fare la differenza. Non ho pregiudizi nei confronti di nessuno e ci faremmo sempre guidare dal merito sul campo e non dall’appartenenza politica.”

TD: Attualmente il dressage, a livello di budget, rappresenta il fanalino di coda, pur avendo dato nel corso degli ultimi anni dati incoraggianti nello sport internazionale. Quale budget di spesa sarà destinato al dressage e in che modo intende distribuirlo.

MDP: “Non sono in condizione di dire quale budget sarà destinato al dressage perché, per poter esprimere una cifra, dovrò prima prendere visione della reale situazione economico-finanziaria generale. So che il dressage è cresciuto molto negli ultimi anni a dispetto delle risorse obiettivamente scarse che sono state messe a disposizione. Questo è merito dei cavalieri e dei tecnici. Farò quindi di tutto per garantire al settore il massimo delle risorse compatibili con la situazione generale.”

TD: Il dipartimento dressage da molti anni non ha un tecnico federale. Pensa di cercare un tecnico per ricoprire questo ruolo fondamentale come per le altre discipline olimpiche? Ha già in mente i nomi dei tecnici federali che saranno a capo dei dipartimenti dressage e che percentuale sul budget destinato alla disciplina coprirà le spese di questi tecnici?

MDP: “Se ho ben compreso per i cavalieri di vertice si è preferito lasciare libertà agli atleti di scegliere il proprio tecnico di riferimento. Valuteremo se proseguire su questa strada ovvero nominare un tecnico federale. In tal caso il tecnico dovrà essere di caratura internazionale e il nome dovrà essere condiviso con il Consiglio.

Invece nel nostro programma intendiamo investire molte risorse in tutte le discipline su cavalieri giovani e/o cavalli giovani con cavalieri internazionali. Su questa fascia la Federazione investirà molte risorse per avere tra 4 anni un gruppo di binomi olimpici.”

TD: Intende sovvenzionare cavalieri del dressage con programmi internazionali? Se si, in che modo?

MDP: “I cavalieri che riescono ad eccellere in campo internazionale vanno sicuramente sostenuti dalla Federazione magari con premi al traguardo. Anche qui come e con quante risorse lo si potrà decidere solo assieme al Consiglio una volta compresa bene la situazione economica-finanziaria generale.”

TD: Intende acquistare cavalli federali? Eventualmente, chi sponsorizzereste affidando loro tali cavalli?

MDP: “Sono fermamente convinto che la Federazione non debba acquistare cavalli per nessuna delle specialità. Le esperienze passate hanno dimostrato con chiarezza che questa strada non porta da nessuna parte. Invece la Federazione può intervenire con premi al traguardo ovvero promuovere dei progetti che coinvolgono gli sponsor o investitori e potrebbe essere partner tecnico di questi progetti dando la garanzia di serietà per gli investitori e la visibilità che richiedono gli sponsor.”

TD: In che percentuale sul budget del dressage saranno impiegati i fondi per i premi dei concorsi (solo verso giovani cavalieri oppure anche per senior).

MDP: “Anche questo aspetto potrà essere deciso solo dopo aver ben inquadrato la situazione generale e aver stabilito quante risorse possono essere destinate al dressage. Non vi è però dubbio sul fatto che una parte consistente della dotazione dovrà essere indirizzata a finanziare i premi dei concorsi facendo però in modo che i premi non siano distribuiti a pioggia ma vadano a incentivare le vere eccellenze, soprattutto nel settore giovanile. Bisogna aumentare i premi in maniera che l’attività agonistica possa essere aiutata a sostenersi e venga premiato il merito.”

TD: L’ Italia ha in calendario nel 2017 un solo CDI, cosa che ne fa il paese europeo con meno concorsi internazionali di dressage. Non le sembra poco, concretamente cosa si può fare? Abbiamo una buona quantità di importanti e prestigiosi concorsi internazionali di salto ostacoli, tanto per citarne uno Piazza di Siena. Inoltre, negli altri paesi è normale abbinare ad appuntamenti prestigiosi anche internazionali di dressage? Farà qualcosa in questa direzione se verrà eletto Presidente?

MDP: “Mi confronterò con i comitati organizzatori per valutare insieme a loro la possibilità di aumentare il numero di CDI e il loro abbinamento a concorsi di salto ostacoli di prestigio. Il dressage contribuisce alla spettacolarizzazione del nostro sport e gli sponsor cercano visibilità. Senza il supporto dei comitati organizzatori non si può fare nulla di serio in questa direzione. Sono altresì un convinto assertore della multidisciplinarietà dei nostri eventi, per offrire una panoramica del nostro sport e aumentare i contenuti degli eventi.”

TD: Alla recente Fiera Cavalli di Verona, per l’ennesima volta, il dressage è stato il grande assente, eppure nelle più importanti fiere mondiali è consuetudine che nello stesso campo dove si disputano le prove più importanti di salto ostacoli trovi spazio un importante manifestazione di dressage. Se guiderà la Federazione farà qualcosa per riportare il grande dressage a Fiera Cavalli dove si svolge annualmente la tappa di Coppa del Mondo di Jumping?

MDP:” Il dressage farà parte di una lunga lista di temi su cui ci andremo a confrontare al più presto con la Fiera di Verona. Ricordo ancora l’enorme successo che ebbe la manifestazione di dressage durante un’edizione della fiera Cavalli a Milano. Sono convinto che si possa replicare quell’ esperienza e faremo di tutto perchè ciò avvenga alla Fiera Cavalli di Verona. E, ripeto, se il nostro sport vuole essere spettacolare non può puntare solo sul salto ostacoli.”

TD: Ha in mente qualche iniziativa in particolare per cercare di potenziare il dressage?

MDP: “Ho in mente di valorizzare al massimo le eccellenze che vantiamo in Italia e che ci sono riconosciute in tutto il mondo. E’ collaborando con queste persone eccellenti che verranno fuori le iniziative capaci di potenziare il dressage in Italia. Non dimentichiamo gli enormi progressi che sono stati fatti negli ultimi anni proprio grazie a queste persone di assoluta eccellenza. Lavorando in stretta collaborazione con loro, l’ulteriore potenziamento verrà fuori quasi inevitabilmente.”

TD: A tal proposito, Enzo Truppa ha dichiarato di non essere disponibile ad accettare alcun ruolo operativo nel dressage in ambito FISE. Crede di potergli far cambiare idea?

MDP: “Io ho grandissima stima per Enzo Truppa e rispetto la sua decisione di non voler assumere ruoli operativi nel dressage. Proverò invece a convincerlo a mettere a disposizione della FISE la sua immensa esperienza e caratura internazionale e per reinserirlo nella CNUG dressage, dove è stato protagonista con tutte le Dirigenze Federali che si sono succedute negli anni, compresa quella attuale!”