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Cesare Croce: ripresa e segnali incoraggianti!

Tuttodressage ha chiesto a Cesare Croce, Responsabile del Dipartimento Dressage,  di tracciare un Bilancio Sportivo del Dipartimento nel quadriennio considerando anche l’ attuale situazione di difficoltà dovute al Coronavirus, ne è emersa una attenta e lucida riflessione sullo stato dell’ arte della disciplina.

Cesare Croce (photo © tuttoDRESSAGE).

Approfittiamo di questa pausa per chiederle una fotografia del dressage nazionale e sui risultati ottenuti sotto la sua guida.

“Piuttosto che una guida, spero di essere stato in questi anni un punto di riferimento per l’ambiente, mettendo a disposizione la mia esperienza di quarant’anni del settore.

Una esperienza iniziata negli anni settanta (quando il Dressage in Italia muoveva i primi passi) in Concorso Completo (in allora Cat. D), come ufficiale di complemento e approfondita all’inizio degli anni ottanta, quando il Presidente Sordelli mi aveva affidato l’incarico di Consigliere Responsabile per la Disciplina, fortunatamente supportato da una commissione molto competente, costituita da persone di grande esperienza e carisma come l’Avv. Ettore Mariano e il dr. Enzo Truppa.

Desidero precisare che i risultati ottenuti in questo quadriennio vanno attribuiti non tanto al mio doveroso impegno, per l’incarico ricevuto dal C.F. di Responsabile del Dipartimento, ma ad un lavoro di squadra.

Una squadra coesa e compattata dagli stessi obiettivi ed ideali sportivi, formata da tutta la struttura federale, guidata dal Presidente Marco Di Paola e dal Consiglio Federale.

Essenziale è stata la grande mole di lavoro svolta dal Consigliere Referente per la Disciplina Grazia Basano e dal Direttore Sportivo Francesco Girardi, nonché da tutti i componenti le Commissioni sul Territorio, dai Dirigenti sportivi volontari e da tutti i Tecnici ed Officials, che hanno ritrovato e saputo comunicare un rinnovato entusiasmo a tutto l’ambiente.

In questi anni il Dipartimento ha potuto contare su dirigenti, dipendenti e collaboratori della FISE straordinari come Barbara Ardu, Anna Baroni e Carlotta Blasi, non solo dotati di grande professionalità e competenza, ma che hanno svolto i loro compiti con passione e con una cortesia apprezzata da tutti i tesserati.

Grazie quindi al contributo e all’entusiasmo di Dirigenti Fise, Atleti, Tecnici, Proprietari, Genitori ed Officials, questo mandato è iniziato con segnali estremamente positivi, ma è stato interrotto in modo traumatico dall’emergenza Coronavirus.

Le conseguenze di questa epidemia sono state disastrose per tutti gli Sport, sia a livello nazionale che internazionale.

Per la nostra Disciplina in particolare sono state sospese in modo imprevedibile le attività, sia di allenamento che agonistiche, del primo semestre 2020, che in questo quadriennio olimpico avrebbero dovuto rappresentare una verifica concreta del lavoro svolto dai nostri binomi di tutti i livelli di età con il coordinamento della FISE e del Dipartimento Dressage.

Questo imprevisto gravissimo, di fatto, ci costringe in prima battuta a fare un bilancio limitandoci ai primi tre anni di mandato, nella speranza poi che si possa ritornare in campo a livello non solo nazionale, ma anche internazionale, nell’ultimo quadrimestre del 2020, per recuperare almeno in parte il tempo perduto.

I risultati ottenuti nella disciplina in questi tre anni, sono stati, a mio modo di vedere, significativi ed un segnale di ripresa, dopo anni di scarso interesse nei confronti del Dressage da parte della dirigenza FISE.

Un disinteresse, che trovava la sua massima espressione nella drastica riduzione in bilancio dei contributi economici destinati al Dipartimento, che erano scesi a livello di assoluta insostenibilità gestionale, nonostante la competenza e il prodigarsi dei tecnici e dei coordinatori designati in quel periodo.

La sensibilità sportiva dell’attuale dirigenza ha reso possibile un ritorno progressivo agli investimenti economici, indispensabili a prevedere i contributi necessari ad una disciplina olimpica, che per esistere ha ancora bisogno del supporto della FISE.

Infatti questo supporto è indispensabile non solo per garantire lo svolgimento dell’attività nazionale ed internazionale, ma anche per una adeguata promozione della base sportiva e amatoriale.

Senza i contributi FISE non è economicamente sostenibile organizzare concorsi con montepremi, per cui non ci sarebbe un calendario nazionale, né una programmazione di stage di formazione di base sul Territorio.

Una programmazione di promozione della disciplina, necessaria per attuare un progetto culturale, che incida in profondità nella struttura formativa di ogni atleta e di ogni cavallo, al fine che tutti acquisiscano la consapevolezza che il “lavoro in piano” è la  base comune indispensabile a qualsiasi attività equestre, per conseguire una corretta postura in sella (assetto) e un corretto uso degli aiuti, per garantire non solo sicurezza al cavaliere, ma anche il benessere del cavallo.

Un equilibrio precario o non corretto in sella non solo mette in pericolo il cavaliere, ma soprattutto produce effetti nefasti sul contatto con la bocca e la schiena del cavallo.

Nel 2019 il Dipartimento, per le attività nazionali ed internazionali e la promozione, ha potuto ritornare a contare su risorse economiche raddoppiate rispetto al 2016, anche se ancora insufficienti e inferiori a quelle destinate nei bilanci della FISE dell’inizio degli anni 2000, ma siamo sulla buona strada.

Un contributo fondamentale hanno dato i Comitati Regionali per lo sviluppo dell’attività sul territorio ed anche i Comitati Organizzatori più importanti, mettendo a disposizione le proprie strutture, nonostante che notoriamente gli eventi di Dressage non rappresentino in termini numerici di iscritti prospettive economiche interessanti, come i concorsi di Salto Ostacoli.

È stato così possibile organizzare in modo adeguato le manifestazioni di Dressage più importanti in ambienti con infrastrutture di altissimo livello ed in particolare con ottime scuderie, nonché con terreni di gara e prova adeguati.”

Cesare Croce, responsabile del Dipartimento Dressage e Marco Di Paola (Presidente della FISE). (photo © tuttoDRESSAGE/Marco M. Racca).

Quali sono stati gli eventi più significativi nel triennio a cui si riferisce?

“Tutti gli Eventi Federali ed i Campionati Italiani sono stati realizzati con grande cura tecnica e passione dai Comitati Organizzatori, a cui sono state affidate le manifestazioni dalla FISE.

A tal fine per gratificare i C.O per l’attività svolta il Dipartimento ha istituito nel 2019 il riconoscimento di Best Dressage Show per il livello Nazionale e per quello Internazionale, in base a una scheda predisposta dal Dipartimento con punteggi assegnati dal Presidente di Giuria.

Per l’anno 2019 tutti i C.O. hanno ottenuto altissime percentuali, segnale di elevato grado di qualità organizzativa: è quindi stato difficile assegnare i riconoscimenti.

Hanno ottenuto il punteggio più alto ex- aequo per la categoria nazionale Casale San Nicola per l’organizzazione dei Campionati Italiani Assoluti e Le Siepi di Cervia per la Coppa delle Regioni.

Per la categoria internazionale ha fatto molto bene l’Associazione di Ornago con un CDI, che ha registrato una partecipazione qualitativa e numerica di binomi stranieri mai registrata prima in Italia, ma il riconoscimento è andato al Centro di San Giovanni in Marignano per i CH EU Giovanili.

In merito ai CH EU giovanili mi corre l’obbligo di segnalare la perfetta sintonia e sinergia della FISE con Comitato Organizzatore di San Giovanni in Marignano e Sponsor (AmaHorse, Cavalleria Toscana e Kep Italia), che nel 2019, ha consentito la programmazione di un Campionato Europeo Giovanile di tutti e quattro i livelli di età, considerato in ambito FEI, come l’edizione meglio organizzata da sempre.

Nei meeting svolti durante l’evento, i Capo Equipe di tutte le nazioni europee ed in particolare quelli  della Germania hanno auspicato ripetutamente che San Giovanni diventasse la sede fissa di questo Campionato!

Quella della città romagnola è stata una organizzazione che ha comportato investimenti importanti, peraltro a costo zero per la FISE e per il C.O., grazie anche all’intervento, oltre agli Sponsor, delle Istituzioni (CONI – Ministero e Regione)

Hanno contribuito al successo un Team straordinario messo in campo da FISE e C.O. ed una location ineguagliabile in un contesto impiantistico, ambientale e turistico degno di ospitare anche un Europeo o un Mondiale della Disciplina a livello Seniores (come hanno avuto modo di dichiarare tutti gli Officials internazionali presenti ed in particolare Katerina Wuest, che sarà Presidente di Giuria alle Olimpiadi di Tokyo).

La FISE ha messo in campo le sue risorse umane migliori per curare l’organizzazione nei minimi particolari, non solo sportivi, creando una atmosfera serena ed amichevole e straordinariamente accogliente nel contesto degli ambienti aperti a tutti di Casa FISE.

Un evento che, se ancora fosse necessario ribadire, ha confermato la nostra tradizione di eccellenza nell’organizzazione di manifestazioni di altissimo livello, e che probabilmente ha aiutato anche ad ottenere l’assegnazione dalla FEI dei WEG 2022 di Concorso Completo e Attacchi.

A questo Campionato siamo riusciti a presentare le squadre con quattro binomi in tutti i livelli di età con prestazioni di squadra adeguate al confronto internazionale e qualche piazzamento, promettente per il futuro, a titolo individuale. Per Beatrice Arturi un ottimo settimo posto nella categoria Juniores sia individuale che freestyle, con percentuali di alcuni giudici internazionali che avevano posizionato, nella loro classifica,  il nostro binomio in modo migliore.”

I numeri sembrano dare indicazioni precise su una crescita sia nella fascia agonistica che in quella di base come lavoro in piano, che è base per tutte le discipline equestri vero?

“Il livello tecnico qualitativo e numerico negli ultimi tre anni ha subito un incremento sensibile, evidenziato dai risultati, dalle statistiche e dai Media, conseguenza di una maggiore attenzione della politica federale per la Disciplina.

In questo quadriennio i punti di forza della politica federale sono stati:

  • Aggiornamento degli Officials attraverso tre Dressage Forum annuali (Pisa – Roma – Milano), con relatori di alto profilo tecnico internazionale e con la presenza non solo dei giudici, ma anche di tutti gli Stakeholder del settore con l’obiettivo del confronto e de miglioramento culturale de comparto. Sono stati eventi che hanno confermato il successo dell’iniziativa per l’alto indice di gradimento di tutti e una partecipazione che ha superato, con oltre 120 persone interessate presenti, la disponibilità dei posti nelle sale locate per le rispettive riunioni.
  • Incremento numerico dei Tesserati che praticano la disciplina, con trend in continua crescita, che ha portato il Dressage ad essere la seconda attività agonistica equestre in Italia, dopo il Salto Ostacoli con oltre 3200 tesserati e 3300 cavalli che praticano la disciplina.
  • Promozione e credibilità della Disciplina sul territorio preparazione di base (LAVORO IN PIANO) comune a tutte le altre attività equestri,
  • Istituzione del Team Italia per gratificare gli atleti di vertice di tutti i livelli di età con iniziative, riconoscimenti e attestazioni formali ed economiche.
  • Istituzione dei Centri Federali di Dressage Italia. Sono ormai molto numerosi sul territorio nazionale e attestano la presenza di tecnici specializzati nella disciplina e la diffusione di associazioni nelle varie regioni, che si dedicano prevalentemente a questa disciplina con ottimi risultati. Nel 2019 è stato introdotto con successo la prima Coppa riservata ai Centri Federali di Dressage. Nel 2020 abbiamo incrementato i rimborsi spese e quindi speriamo di incrementare la partecipazione numerica.
  • Incremento numerico e qualitativo dell’attività di base con diffusione su tutto il territorio attraverso l’organizzazione degli STAGES REGIONALI con l’assistenza di Tecnici e Giudici Federali. Un format ed una tipologia di corsi sperimentali nel 2018, che nel 2019 con la collaborazione ed entusiasmo dei Presidenti di Comitato Regionale, hanno potuto trovare conferma, consolidamento tecnico e sviluppo in ben 28 stages organizzati una o più volte in quasi tutte le regioni italiane con la presenza di circa 500 binomi. Nel 2020 è prevista una Teams Cup a cui potranno partecipare squadre di giovanissime promesse guidate come “capitano giocatore” dai tecnici che hanno tenuto gli stages regionali.
  • Incremento numerico delle manifestazioni equestri a carattere promozionale e nazionale, (circa 160 CDN nel 2019) e di eventi di interesse federale con dotazione di importanti premi in denaro, che erano stati praticamente azzerati nel quadriennio precedente. Un risultato reso possibile da adeguati contributi FISE.

In particolare nel 2020 le Tappe di Coppa Italia sono state dotate di 8.000,00 € di Montepremi, messi a disposizione dai C.O. grazie ad un contributo organizzativo della Fise di pari importo. Speriamo di recuperare le Tappe cancellate a causa dell’epidemia nel secondo semestre.

  • Istituzione del Campionato Amatori e Pro, con premi in denaro e contributo Fise, in data diversa dal Campionato Assoluto. Questi Campionati hanno registrato una altissima partecipazione numerica. Quest’anno era previsto a Casale San Nicola a fine maggio. Speriamo di recuperarlo nella calendarizzazione dell’ultimo quadrimestre.
  • Sono state confermate e potenziate con partecipazione record di binomi le manifestazioni federali per promuovere l’attività di base, come la Coppa delle Regioni e i Trofei Giovanili.
  • In parallelo a tutte le altre discipline olimpiche è stato introdotto anche il Progetto Sport , che ha riscontrato un buon indice di gradimento.
  • Per merito di alcuni comitati organizzatori e del contributo FISE si sta concretizzando un incremento numerico degli Eventi Internazionali: un record assoluto per l’Italia nel 2020 con due CDI tre Stelle, un CDI quattro Stelle e otto CDI per Giovani Atleti e Giovani Cavalli. Un record azzerato da Coronavirus nel primo semestre, che ha mortificato l’intraprendenza dei nostri C.O.; vedremo se riusciremo a recuperare almeno alcune manifestazioni, tra quelle cancellate nei primi mesi dell’anno, nel secondo semestre.
  • Incremento dei numeri e del livello tecnico dei Binomi di interesse Federale nel settore Giovanile a cui è stata garantita, per quanto possibile economicamente, l’assistenza del Tecnico Federale, con raduni collegiali ed in occasione di alcune gare nazionali ed internazionali, oltre naturalmente durante lo svolgimento dei Campionati Europei.
  • Incremento numerico dei Binomi Senior, che possono partecipare a Categorie GP (nel 2020 oltre 20 binomi), grazie agli investimenti e all’impegno di atleti e sponsor privati. La FISE nel 2018 e 2019 ha cercato di contribuire organizzando stage con un tecnico di livello internazionale e con alcuni, ancorché modesti, contributi configurati come premi al palo in particolare per i risultati dell’attività internazionale svolta e per le medaglie ai Campionati Italiani Assoluti.
  • Incremento numerico di partecipazione a Concorsi Internazionali in Italia e soprattutto all’estero (Ornago, Lipizza etc.) con punte nel 2019 di oltre 40 binomi e buoni risultati individuali.
  • Istituzione di un Campionato Giovani Cavalli Open, contraddistinto da montepremi FISE crescente di anno in anno e dalla designazione di Officials internazionali di altissimo livello.”

Tutto è andato bene o in alcuni casi si sarebbe potuto fare meglio.

“Se il bilancio nel complesso si può a ragione considerare positivo, credo che inevitabilmente non siano mancati i punti di debolezza:

  • La difficoltà di assistere con un tecnico Fise unico i cavalieri Seniores

Ogni cavaliere predilige soluzioni personali con tecnici di fiducia diversi.

Pertanto gli stage organizzati con il tecnico federale J. Hinnemann nel 2018 e 2019 per l’assistenza ai cavalieri Senior, nel 2020 sono stati sostituiti con l’assegnazione di un contributo a tutti i binomi di interesse federale, con possibilità di programmazione temporale e scelta del tecnico in totale autonomia, ma in accordo con il Dipartimento.

  • L’impossibilità di schierare una squadra Senior ai Campionati Europei 2019, anche non competitiva, ma con prestazioni individuali di buon livello, per la mancata disponibilità, per motivi diversi, di alcuni binomi (Laus, Sanavio, Truppa e Miloserdova).

Gli altri binomi disponibili erano e sono molto qualitativi, ma ancora in crescita tecnica, per cui sarebbe stato, a giudizio del Dipartimento e del C.F., un impegno prematuro, tenuto conto delle percentuali ottenute in gare internazionali in sede di qualifica.

Percentuali che erano sufficienti per i criteri della FEI, ma non, come livello e numero, per quelli più selettivi stabiliti dal Dipartimento nel Programma annuale 2019, approvato dal Consiglio Federale.

Dobbiamo sempre tenere presente che il livello tecnico sta crescendo a fatica nel nostro Paese, mentre all’estero lo standard è già da tempo molto alto.

Ai Campionati Europei 2019, la Finlandia si è classificata quattordicesima, ed ultima, con una media di oltre il 68%.

Nel 2021 credo che i binomi italiani avranno la possibilità di dimostrare il loro valore in campo internazionale e la Fise potrà programmare una partecipazione adeguata ai Campionati Europei, che potrebbe finalmente riservare le soddisfazioni che tutti i nostri atleti meritano per l’impegno profuso in questi anni.

  • La difficoltà di promuovere e valorizzare il Settore dei Giovani Cavalli.

Cesare Croce (photo courtesy: Stefano Secchi – copyright ClassHorseTV).

Il comparto di allevamento e crescita di soggetti qualitativi in Italia rappresenta un settore numericamente e tecnicamente ancora insufficiente rispetto alla competitività dei Paesi più forti.

Nel 2020 volevamo fare di più per la promozione dei Giovani Cavalli (a prescindere dalle origini e dallo Stud Book) per cui avevamo previsto un Circuito e un Campionato Italiano Open, in supporto al Programma Mipaaft, giudicato da Officials internazionali stranieri particolarmente competenti come nel 2019, con aumento significativo di montepremi, nonché otto CDI in Italia per Giovani Cavalli.

Verificheremo cosa riusciremo ad attuare alla ripresa delle attività!

Sarebbe auspicabile anche una maggiore collaborazione degli allevatori, che si dedicano a produrre soggetti per il Dressage in Italia, tra loro e con le Istituzioni ((FISE e Mipaaft).

Questo è un argomento importante, che però, a mio avviso, non ha mai trovato soluzioni adeguate per tutte le discipline, relegandoci, anche sportivamente, troppo spesso in coda, dietro soprattutto a quei Paesi, che dispongono di un allevamento competitivo.

  • La contemporaneità negli anni precedenti di altre attività equestri in occasione degli Eventi Federali.

Per il 2020 avevamo cercato di trovare soluzioni migliori, ma il Coronavirus ha stravolto la programmazione.

Vedremo come riprogrammare il calendario del secondo semestre, anche se credo che il recupero adeguato di alcune manifestazioni sarà difficile per l’addensamento che ci sarà di eventi di tutte le discipline negli stessi mesi.”

È possibile quindi fare una valutazione sul bilancio di questi tre anni e dare un giudizio sullo “stato dell’arte” della Disciplina in Italia nel 2020?

“Oggi è evidente ed incontestabile l’incremento numerico della Disciplina in tutti i settori di attività, nonché Il miglioramento tecnico, riacquisito in tempi relativamente brevi, grazie alla passione dei nostri atleti, alla competenza dei nostri istruttori e, per i giovani, anche al coinvolgimento emotivo ed ai sacrifici in termini di disponibilità personale ed economica dei genitori.

Siamo però ancora lontani, non solo dai vertici assoluti di altri paesi europei, ma anche dalla situazione di competitività internazionale, che era stata raggiunta, dopo molti anni di grande attenzione e investimenti anche della FISE, nel quadriennio 2004-2008.

Un periodo in cui anche gli atleti italiani seniores avevano ottenuto buoni risultati in Coppa del Mondo, ai Campionati Europei Senior e la qualifica individuale alle Olimpiadi sia nel 2004 che nel 2008.

Per i Seniores è stato raggiunto ultimamente un risultato in termini quantitativi significativo, infatti oggi possiamo contare su un numero importante di binomi (circa 20) in grado di partecipare ad una prova di Grand Prix con percentuali adeguate all’impegno, ma non ancora sufficienti per essere competitivi, sia individualmente che a squadre, a livello assoluto di Campionato Continentale, Mondiale od Olimpiadi.

Dobbiamo lavorare ancora molto, senza inutili atteggiamenti di supponenza auto referenziata, con la consapevolezza del punto da cui stiamo partendo e dove vogliamo arrivare: però siamo sulla buona strada.

Una scala va affrontata ad un gradino per volta!

Nel settore giovanile i numeri sono cresciuti, come la competitività di qualcuno, ora bisogna risalire anche in classifica, ritornando ai livelli del 2007, in cui, con due squadre di giovani indimenticabili, abbiamo vinto il bronzo a squadre sia Juniores che Young Riders e due medaglie oro e bronzo individuali con Valentina Truppa, che negli anni successivi sarebbe stata la punta di diamante anche a livello Under 25 e Senior.

Oggi giovani di talento ci sono, istruttori professionalmente preparati e genitori appassionati e disponibili anche.

Le classifiche in uno Sport a giudizio si scalano in silenzio con tanta passione e duro lavoro quotidiano per cercare precisione e perfezione in ogni esercizio.

Occorre mentalità e precisione teutoniche, valorizzate possibilmente dalla nostra genialità latina, ma soprattutto è necessaria sempre la massima attenzione a non “buttar via punti”, come ripete spesso il giudice internazionale Katerina Wuest.

I nostri binomi devono crescere nella considerazione dei giudici: una considerazione che si ottiene anche con la credibilità di tutta la dirigenza e di tutto il comparto, del nostro movimento sportivo, dimostrando impegno e serietà di programmazione, evitando inutili polemiche sui giudizi in gara, nonché di pretendere e/o organizzare partecipazioni premature ed estemporanee all’estero di binomi, in particolare se competitivi in prospettiva, prima che abbiano acquisito la necessaria preparazione ed adeguate condizioni di forma.”