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CDI Segovia: si conclude per gli azzurri

L’ ultima giornata di gara domenica 8 Aprile all’ internazionale di Segovia in Spagna ha visto scendere in rettangolo per le rispettive kur i binomi giovanili presenti alla trasferta.

Kiliane Angelico e Willow a Segovia hanno debuttato negli internazionali (photo courtesy: team Il Cavallino),

Nella Under 25 Francesca Rapazzoli con Rhadamanthus ha “danzato” in rettangolo per il 63,632% valido per la quarta posizione nella prova vinta da Olaia Aguilar Marimon con Dio Domingo ed il 64,530%, all’ azzurra il podio è sfuggito per poco più di un decimo di punto percentuale.

Filippo Di Marco a difendere l’ italico onore nella categoria Young Riders conclude la trasferta spagnola con Rockabella in settima posizione con il 67,542%. Sul gradino più alto di un podio tutto spagnolo sale Juan José González De Las Cuevas Pimienta con Denksport (73,667%).

Nella categoria Juniores Kiliane Angelico con Willow ottiene dai giudici il 64,167% chiudendo in decima posizione, podio tutto spagnolo dove svettano Maria Guerrero Galve e Gustaaf con il 69,667%.

Il commento della gara degli azzurri, in questa trasferta tutta made by Team Il Cavallino, va alla loro trainer Nausicaa Maroni: “Filippo  e Rockabella brillano il primo giorno in St George con un 68,9 % , poi perdono un po’ lo smalto nei due giorni successivi, con qualche errore di troppo ma sempre bellissimi.
Kiliane Angelico e il suo Willow nel loro primo CDI all’ estero non macinano tanti punti , ma portano a casa un bagaglio di grandi insegnamenti, dallo stress di gestire una gara così ad un insieme di miglioramenti tecnici , adesso a casa per lavorare…sono orgogliosa di loro e di come si sono presentati, i punteggi alti arriveranno…
Francesca Rapazzoli e  “ Raimondo “  hanno purtroppo affrontato una gara sfortunata, soprattutto in Inter2 dove rumori non convenzionali e molto molesti hanno fatto perdere la concentrazione ad entrambi …non sono scuse , non lo abbiamo mai fatto, solo resta un po’ di rimpianto perché non è stata colpa loroa . La U25 è una categoria difficile e stanno dimostrando grande maturità, che questa esperienza non positiva possa solo servire loro come step per salire sempre di più.”