Fisco e cavalli: il dr. Enzo Truppa segna un punto storico a favore delle ASD

Pubblichiamo una recentissima sentenza favorevole ad una asd sportiva lombarda difesa dal dr. Enzo Truppa a seguito di un accertamento di svariate centinaia di migliaia di euro.

Enzo Truppa (photo © tuttoDRESSAGE.it / Marco M. Racca).

Si sa in Italia il rapporto tra fisco ed equitazione è molto controverso ed a differenza di quanto avviene in quasi tutti i paesi del mondo a volte quasi persecutorio…

Recentemente l’ intervento difensivo di Vincenzo Truppa ha scongiurato una sentenza che avrebbe potuto mettere in crisi un suo assistito ed a catena l’ intero settore.

Chiediamo al dr. Enzo Truppa un suo commento in proposito.

“Sono veramente soddisfatto dell’esito in Commissione Provinciale per questo contenzioso con l’ Agenzia delle Entrate nei confronti di una asd nel settore equestre che, ove fosse stata sfavorevole, avrebbe significato un enorme rischio per tutti i Centri affiliati Fise. Infatti uno dei punti sollevati da Agenzia Entrate e’ quello di considerare attivita’ di pensionamento cavalli quale attivita’ commerciale a prescindere… non considerando che lo statuto Fise prevede due atleti, cavallo e cavaliere, quindi nel mio ricorso chiedevo se per caso i verificatori pensassero che l’atleta cavallo andava allenato in salotto e ricoverato in camera da letto…”

“Tutto e’ bene quel che finisce bene e siamo orgogliosi di aver ottenuto un esito positivo nella fattispecie e ci auguriamo vivamente (temo cio’ sia un invano..) che l’ Agenzia delle Entrate desista dal fare appello in Commissione Regionale.
Quello che sfugge ai verificatori , e Fise dovrebbe intervenire pesantemente al fianco dei Centri affiliati, che difendersi in primo grado significa anticipare un terzo delle imposte accertate e, nella malaugurata ipotesi di sentenza negativa, ai due terzi della somma per difendersi in secondo grado… una follia, a rischio di far chiudere la asd coinvolta!!!
Ma per una volta diciamo di essere stati professionalmente bravi o, se preferite, fortunati…”

Il link alla sentenza in oggetto.